AVIOSUPERFICIE DI NEPI

CENNI STORICI

 

Alla fine del 1986 un eterogeneo gruppetto di appassionati si ritrovarono quasi per caso alla ricerca di un prato sul quale poter volare! Tra loro: Giovanni Dorigo comandante ATI, ex istruttore dell’AMI e con la fissa per gli ultraleggeri; Ugo Bedogni, aeromodellista, perito aeronautico, e a tempo perso comandante Alitalia; Italo Graziani, giovane “matto” per il volo libero, deltaplanista e futuro istruttore doc. Con loro, i fratelli Franco e Mario Petrucci, Tosi Rizieri, Carlo Azzi e qualche altro. A Nepi (VT), in località “Monte del Tufo” trovarono il campo adatto, una striscia di 460 metri, in leggera pendenza, ingressi a zero, orientata nord-sud, con accanto un vecchio casale fatiscente, servita da una strada vicinale a poche centinaia di metri dalla Cassia Cimino. Era nato il Flying Penguin Club”.

Erano tempi pionieristici, volavano i delta e i “Leonardini” che avevano da poco abbandonato l’ala “Rogallo”. L’avvento della legge 106, fu il catalizzatore che diede impulso allo sviluppo agli entusiasmi creativi dei soci. Bedogni, progettò e costruì il “Calabrone”, un tubi e tela biposto col Rotax 503, all’epoca un vero “evoluto” capace di oltre 80 Km/h. Il casale era adibito al ricovero dei mezzi, che erano regolarmente smontati per l’hangaraggio, dovendo passare attraverso le porte da stalla, più adatte ai buoi che alle macchine volanti. Furono costruiti un paio di Calabroni, e di Bagalini. I più complessi apparecchi resero indispensabile realizzare dei ricoveri di fortuna in bandone, abusivi e assai sgangherati, comportarono denuncie e grane col Comune, onerosamente legalmente sanate. I ricoveri furono pian piano migliorati. Intanto arrivarono le prime copie del Pioneer americano: lo Stern, che ebbe in zona un certo successo per le sue buone doti di volo. Nel frattempo eravamo nel 1988 e il Comandante Alessandro Carocci, aveva intrapreso sul campo l’attività didattica col suo “Barouder”. La sua morte improvvisa per infarto, addolorò molto i soci, che in suo ricordo gli nominarono il campo.  Giunsero sul campo di Nepi i primi velivoli d’aviazione Generale, il Tiger Moth I-JJOY del Comandante Stefano Rusconi, e il Macchino del Comandante Bonometti. Queste presenze, nei primi anni novanta indussero i soci che ne avevano i titoli, ad acquistare, piccoli vecchi aeroplani. Arrivarono a Nepi: I-FULR l’FL53 di Nanni Dorigo, I-BURI  l’FL54 di Angelo Pastore, I-OMAT  il PA-18 di Pasquale Setola. Nel 1993 come naturale evoluzione del Flying Penguin Club, fu costituita l’Aviosuperficie di Nepi, un’ASNP sotto la giurisdizione della DCA di Roma Urbe. Sul campo di Nepi, la costruttiva passione di Stefano Rusconi, diede vita al Dipartimento Velivoli Storici del CAP. e ai “Rusty Angels” che vi operarono fino al 1995, oggi trasferitisi di base alla vicina Aviosuperficie di Anguillara. I soci si avvicendarono attorno al nucleo fondatore, con un continuo miglioramento dei mezzi e dei piloti. Alla metà degli anni novanta, in virtù delle acquisite capacità, e della adeguatezza dei mezzi, iniziò l’attività di turismo VDS a più largo raggio, con i raid a Parigi a Helsinki ect. Oggi il Sodalizio è un club privato senza scopo di lucro, con 22 soci ciascuno con un posto hangar assegnato, dove ricoverare l’apparecchio, e  svolgere in amicizia l’attività di volo sortivo.