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EDITORIALE di
Angelo Pastore
A Nepi, gli Etruschi erano
lì molto prima di noi, ma volavano poco; anche perchè i loro aeroplani
erano assai poco efficienti. La terra-cotta, materiale aeronautico
dell'epoca, li rendeva pesanti fragili e pericolosi.
Poi nel
1986 (vedi brevi cenni storici)
con la fondazione della nostra Aviosuperficie, la sorte dell'aviazione
nell'Etruria Meridionale, ha avuto un balzo in avanti epocale. Scherzi a
parte, questo nostro prato, nato come tanti in Italia prima della legge
106, è stato fin qui testimone dell'entusiasmante, anche se a volte
terribile, rinascita dell'Aviazione Sportiva Italiana.
Il nostro gruppo di
appassionati persi del volo, fatto di assoluti dilettanti e di molti
professionisti, dall'87 ad oggi, si è molto migliorato, come hanno fatto
le migliaia di altri piloti sportivi italiani. Così oggi, nel paese dei
Balbo, dei De Pinedo, degli Agello, dove volare per sport era qualcosa
al limite dell'impossibile, il capillare tessuto di Aviosuperfici e
campi di volo ha favorito lo sviluppo prorompente di una nuova aviazione
sportiva, che spazia dal paramotore all'aeromobile amatoriale
pressurizzato da 450 Km/h.
L'augurio è che si
continui a migliorare, ricercando la sicurezza nell'intelligente
rispetto delle regole, mantenendo da sinceri appassionati
l'apprezzamento per il fascino specifico di ogni specialità di volo,
nessuna esclusa.
L'Edicola |